Perché il mercato dell’energia è uno schifo, pronto ad implodere molto velocemente?

 

a cura di Pierpaolo Guadalupi, consulente esperto nel mercato libero dell’energia.

Per poter diventare un consulente nel mercato dell’energia bisognerebbe fare corsi di formazione super professionali “come quelli che ho conseguito io e pochi altri colleghi in Italia”. Invece succede che troppa gente inadeguata entri a gamba tesa per vendere in questo settore. 

IL PROBLEMA STA NEL FATTO CHE PER FARE UNA CAUSA LEGALE, QUANDO TI APPIOPPANO UNA “SUPER-PROMOZIONE” (CHE SI RITRADUCE IN UNA TRUFFA BELLA E BUONA), CI VOGLIONO TROPPI SOLDI E TROPPE ENERGIE PSICO-FISICHE. 

E inoltre i tempi della giustizia sono lunghissimi. Inutile procedere legalmente nei confronti di pseudo-aziende e venditori da strapazzo, per recuperare poche migliaia di €uro, rischiando di spenderne altrettante e magari non rivederle per qualche cavillo contrattuale. 

 

Qual è il vero compito di un buon consulente nel mercato energetico?

I fornitori di energia vogliono venditori per vendere le loro CTE Condizioni Tecnico Economiche che durano appena 12 mesi. Non vogliono consulenti che seguano il cliente anche nella gestione delle problematiche, a quello ci pensa il loro servizio clienti, “secondo loro”.  

OVVIAMENTE NON E’ COSI’. INNANZITUTTO IL LORO SERVIZIO CLIENTI E’ ASSOLUTAMENTE INADEGUATO RISPETTO ALLE REALI ESIGENZE DEI CLIENTI. PARTE LA MUSICHETTA E PUOI FARE LA PERMANENTE O FARTI CRESCERE LA BARBA.   

Due famiglie su cinque & tre aziende su sette hanno problemi tecnici e soprattutto commerciali con i fornitori energetici. Questo è un problema serio e il perché lo vediamo dopo. Ora ti anticipo solo che i consulenti sono pagati solo per vendere. 

 

Per quale motivo i consulenti sul campo sono pagati solo per vendere?

Eppure un cliente ben curato, che sente di avere un consulente di riferimento per qualsiasi esigenza (e quindi ben seguito e tutelato), rimane fedele ed effettua il passaparola così importante per la crescita del fatturato di qualsiasi azienda. 

CHI LAVORA SUL CAMPO, A DIFFERENZA DEGLI AMMINISTRATORI DELEGATI DELLE AZIENDE FORNITRICI (CHE STABILISCONO COSA PAGARE E COSA NON PAGARE AL CONSULENTE SUL CAMPO), CONOSCE MOLTO BENE LE DINAMICHE.  

Chi lavora a contatto con il cliente, sa bene che quest’ultimo si rivolgerà sempre al consulente di riferimento anche per le problematiche da risolvere. Questo è il momento in cui si vede la differenza tra un professionista ed un venditore improvvisato. 

 

Il 63% dei clienti ha problemi di natura tecnica e commerciale inerenti alle proprie forniture di energia

Soprattutto i clienti morosi, che non hanno potuto o saputo risolvere in autonomia i problemi tecnico-commerciali con le aziende fornitrici, si trovano in un mare di guai. Il turismo energetico, non fate finta di non sapere di cosa sto parlando, non è più fattibile. 

MOLTI PSEUDO VENDITORI, PUR DI VENDERE, CONSIGLIAVANO AI CLIENTI DI CAMBIARE FORNITORE E DI NON PAGARE LE ULTIME BOLLETTE EVASE DA QUEST’ULTIMO. EBBENE, QUELLI INSOLUTI, ORA, SONO UN PERICOLO REALE.  

I fornitori si sono tutelati e attrezzati. Quando non pagate una bolletta, restando indietro con i pagamenti, l’insoluto si ritrasmette in dei software che vi bloccano non solo nel mercato energetico ma per qualsiasi operazione di pagamento (mutui, prestiti e finanziamenti). 

 

Cosa deve fare un vero consulente per mantenere a vita la sua clientela e non farsela sfuggire 

Il risparmio sulle bollette e la gestione annuale del cambio tariffa è solo il compito più semplice che un buon consulente può fare per la gestione della sua clientela (come suggerisce il mio caro amico Giuseppe Lonoce). Poi c’è la lettura periodica delle bollette, controllo consumi.

E ANCORA.. VOLTURE, SUBENTRI, RIATTIVAZIONI, RATEIZZAZIONI, RIMBORSI DEI DEPOSITI CAUZIONALI, CONTROLLO DATI CATASTALI,  RICHIESTE DI PRONTO INTERVENTO IN CASO DI MALFUNZIONAMENTO DEI CONTATORI E NON SOLO. 

Informa su eventuali Bonus e Agevolazioni, si occupa di disattivazioni dei contatori inutilizzati, reclami e richieste di rimborsi, problematiche derivanti da rapporti con fornitori precedenti. Questo tipo di gestione, seppure non retribuita, permette di fidelizzare a vita la propria clientela. 

 

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