Cosa succede alle nostre bollette di luce e gas mentre la guerra è in corso?

a cura di Pierpaolo Guadalupi, consulente esperto nel mercato libero dell’energia.

“La situazione geopolitica è estremamente grave, esattamente come nel 2022. Per i prossimi mesi (o anche anni), ogni famiglia e microimpresa dovrà sottostare ai rincari generati dalla guerra e dalle tensioni internazionali in corso”. 

QUESTE STRONZATE FATEVELE RACCONTARE DAI VENDITORI DA STRAPAZZO, CALL CENTER CHE VI BOMBARDANO, DA AGENZIE E NEGOZI TERRITORIALI CHE DEVONO SOLO VENEDERE CONTRATTI PER TIRARE AVANTI, DAL GOVERNO E DALLE TESTATE GIORNALISTICHE. 

Un consulente realmente esperto nel mercato libero dell’energia conosce bene la situazione. L’importante è monitorare le bollette insieme al cliente e intervenire più spesso, in tempi di guerra, per tenere sotto controllo i prezzi in bolletta. 

Prezzi alle stelle o solo falso allarmismo mediatico?

 

La componente energia in bolletta, per chi ancora non ne fosse al corrente, incide molto meno di quanto si possa immaginare (circa il 40-50% del totale). Indovina a chi è dovuta la parte restante, ovvero la fetta maggiore della torta?

IN EUROPA NON ESISTE UN LIVELLO DI TASSAZIONE E COSTI DI DISTRIBIZIONE, ONERI DI SISTEMA, SPESE PER IL TRASPORTO E GESTIONE DEL CONTATORE COSI’ ALTI COME NEL NOSTRO BEL PAESONE . 

E ci mancava pure il canone RAI, quello che mia nonna chiamava il “Pizzo di Stato”; anche se lei ha avuto la fortuna di aver visto Festival di San Remo di un certo spessore, con personaggi illustri tra i quali Lucio Battisti, Dalla, Mina, De Gregori.  

 

Prezzo fisso bloccato a 18 centesimi al Kilowatt o prezzo variabile (15 centesimi + 3 di spread)?

Partiamo dalla luce e poi vediamo il gas, dinamiche diverse e stessa presa per il culo. Se lo stato dimezzasse le tasse, e costringesse il distributore a non speculare, la componente energia sarebbe l’ultimo dei problemi e non il primo. 

OVVIAMENTE IO MI RIVOLGO ALLE FAMIGLIE PARSIMONIOSE E PICCOLE IMPRESE NON ENERGIVORE. PER LE AZIENDE AD ALTO IMPATTO BISOGNEREBBE EFFETTUARE UN DISCORSO TOTALMENTE DIVERSO E MIRATO.  

ma per una famiglia media che consuma meno di 800kw a trimestre, basterebbe ridurre i consumi a primavera e attendere la fine della tempesta che generalmente e storicamente non si protrae per più di 4 o 5 mesi. 

Prezzo fisso a 68 centesimi al metro cubo o prezzo variabile (ad oggi 58 centesimi + 10 centesimi di spread)?

Se in primavera ed estate consumi 10 metri cubi, ed usi il gas solo per cucinare, il problema non si pone in nessun caso. Ovvio che se hai avuto la fortuna di bloccare il prezzo del gas a 38 centesimi al metro cubo (esattamente un mese prima dell’inizio del conflitto) puoi concederti di sforare. 

E’ INUTILE CHE “FAI L’ESPERTO” DICENDO CHE SEI UNO STRATEGA. E’ STATA UNA GUERRA LAMPO IN MEDIO ORIENTE E NON CI ASPETTAVAMO CONSEGUENZE COSI’ RAPIDE.  

Hai preso il prezzo fisso perché, per la signorina del call center, è il piano più facile da vendere. Per chi invece ha il prezzo variabile (in caso di ulteriori aumenti) deve solo spegnere i riscaldamenti in primavera ed estate e aspettare che il prezzo torni competitivo a ridosso del prossimo inverno.

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